Dal Villaggio Prealpino al Parco Sam Quilleri

Dove il verde si difende. E a volte vince.

Distanza
circa 9,3 km
Durata
circa 2 ore e 30 minuti
parcocampomarte
Il percorso

Non tutto il verde di Brescia è facile da vedere. Alcuni parchi sono nascosti tra le case, altri resistono a fatica tra strade e capannoni. Questo percorso li mette insieme in un mosaico urbano fatto di alberi, giardini e memoria.

Parti dal Villaggio Prealpino e ti infili in una fascia di città stretta tra via Triumplina e la Tangenziale Ovest. Un’area in cui l’agricoltura resiste in lembi piccoli, ma testardi, e dove si coltiva anche un altro tipo di seme: quello della rigenerazione urbana.

Prosegui verso sud attraversando quartieri fitti, ma vivi. Ti muovi tra viali alberati, costeggi piccoli parchi, incroci famiglie, studenti, persone con il cane. Ti avvicini all’area dello stabilimento Ori Martin, che non è solo industria: qui è nato un progetto di forestazione urbana che racconta una città che cambia pelle, ma non perde radici.

E infine, arrivi al Parco Sam Quilleri (Campo Marte): un polmone verde nel cuore del tessuto urbano, un luogo in cui finisce il cemento e si respira natura.

Cosa visitare

Museo del Ferro – MUSIL Dove il fuoco incontrava l’acqua.

Nato in una vecchia fucina, questo museolaboratorio racconta la storia della ruota idraulica e del lavoro artigiano. Non solo ferri e scintille: qui si legge il territorio, tra ingegno, fatica e memoria industriale.

Murales di San Bartolomeo. Street art che lascia il segno

A San Bartolomeo l’arte urbana ha cambiato volto al quartiere. Grazie al festival LINK, le pareti parlano: colori forti, messaggi diretti e opere firmate da artisti internazionali. Un museo a cielo aperto che nasce dai quartieri e punta dritto al futuro. E con MAUA Brescia, l’esperienza si amplia: tra via Svevo, Saba e Abbazia puoi vedere le opere in realtà aumentata, da scoprire con lo smartphone lungo il percorso. Scarica l’app Bepart e parti!

Roggia Fiumicella: un piccolo bosco che resiste.

Tra il Parco Marcolini e l’Ori Martin, appena sopra la località Gabbiane, il Fiume Grande si sdoppia e nasce la roggia Fiumicella. In mezzo ai due corsi d’acqua, una sottile striscia di bosco sopravvive da almeno due secoli. C’è la robinia, sì, ma anche un sottobosco sorprendente: in primavera spuntano bucaneve, campanellini d’inverno, anemoni bianchi e gialli. Specie un tempo comuni, oggi rarissime in città. Qui la biodiversità non fa rumore. Ma c’è, e si fa notare.

Informazioni utili

Facile da gestire con la metro: Prealpino, Casazza e San Faustino sono tutte vicine al tracciato. In alternativa, ci sono le linee bus 10 e 11.