Basilica di Santa Maria delle Grazie

Basilica di Santa Maria delle GrazieVia delle Grazie, 13 - Brescia BSsantuariodellegrazie.brescia.it
Santa Maria delle Grazie è uno spettacolo barocco nel cuore di Brescia, là dove via Capriolo incrocia via delle Grazie. La sua storia inizia nel Cinquecento, ma è nel Seicento che esplode di bellezza, tra affreschi, ori e dettagli che lasciano senza fiato.
Tre opere del Moretto hanno trovato casa qui - due oggi custodite alla Pinacoteca Tosio Martinengo.
Accanto, sorge il santuario omonimo: un’elegante costruzione neogotica dell’Ottocento.
STORIA
Ma la storia parte da lontano. I Gerolamini, presenti in città dal Quattrocento, perdono la loro prima chiesa durante il sacco di Brescia del 1512. Venezia rade tutto al suolo. Ma i frati non si arrendono.
Nel 1519 nasce Santa Maria delle Grazie, nella vecchia Santa Maria di Palazzolo, luogo da riscattare. Ma serve spazio. Nel 1522 parte il cantiere della nuova chiesa, su progetto di frate Ludovico Barcella.
Consacrata nel 1539, cresce ancora grazie ai Gesuiti, che arrivano nel 1668 e rilanciano l’intero complesso.
Il monastero chiude nel 1797, ma la chiesa resta. Nel 1963 Papa Giovanni XXIII la proclama Basilica minore.
L'ESTERNO: ACCOGLIENTE E DISCRETO
La Basilica di Santa Maria delle Grazie ti accoglie con discrezione: un piccolo sagrato, una cancellata in ferro battuto e una colonna alta con la Madonna della Pace in cima. È in bronzo, firmata da Emilio Magoni nel 1921. La precedente? Spazzata via da un uragano nel 1873. A Brescia, se qualcosa cade, lo si rifà. Meglio di prima.
La facciata è semplice e divisa in tre settori da lesene sobrie. In alto, un rosone con una vetrata del ‘700 dipinta da Giovanni Bertini: raffigura la Natività e cattura la luce come poche altre cose in città.
Al centro, il portale: un pezzo d’arte in marmo di Botticino e rosso di Verona, recuperato da una chiesa demolita nel 1517. Sopra c’è l’iscrizione che racconta chi ha reso possibile tutto questo: Matteo Leoni, capitano di ventura, che ha donato il portale alla Madonna delle Grazie.
Un mix tra gotico e novità, tra devozione e ambizione. Un pezzo forte della scultura bresciana di passaggio tra due epoche.
L'INTERNO: DECORATO E CURATO
Entrare alle Grazie è come varcare la soglia del barocco più spettacolare di Brescia.
Tre navate, volta a botte centrale e cupole laterali che ospitano sette altari per lato. In fondo, un presbiterio profondo chiuso da un’abside poligonale. Ma è la decorazione che cattura tutto: affreschi e dorature ovunque, curati fin nel minimo dettaglio. È un’esplosione di arte che trasforma ogni angolo in pura meraviglia.
Francesco Giugno dipinge la volta centrale con cinque medaglioni dedicati alla Madonna; Giovanni Mauro della Rovere lavora nel presbiterio; mentre Girolamo Muziano racconta la vita di San Gerolamo nella cupola dell’altare a lui intitolato.
Qui dentro ogni centimetro parla chiaro: a Brescia, la bellezza non si risparmia.

Ph Christian Penocchio