Chiesa del Santissimo Corpo di Cristo

Chiesa del Santissimo Corpo di CristoVia Giovanni Piamarta, 9 - Bresciawww.saveriani.it/sancristo
La chiesa del Santissimo Corpo di Cristo, nota anche come chiesa del Santo Corpo di Cristo o comunemente San Cristo, sorge lungo Via Giovanni Piamarta, sulla sommità della scalinata che collega Via Musei al castello della città.
Il suo vero nome è Santissimo Corpo di Cristo, ma tutti a Brescia la chiamano San Cristo. Sbagliando, sì, ma affezionati.
STORIA
Fondata nel Quattrocento dai Gesuati, su terreno donato dai Martinengo, è una delle chiese più sorprendenti della città. Il complesso, con i suoi tre chiostri, è arrivato quasi intatto fino a noi.
Nel Cinquecento, Benedetto da Marone la riempie di affreschi: pareti, presbiterio, abside, tutto racconta la salvezza attraverso il Corpo e il Sangue di Cristo. Così potente da guadagnarsi il soprannome di Cappella Sistina di Brescia. Anche il Romanino ci mette la firma, con un’Ultima Cena e un polittico.
Poi arrivano il Concilio di Trento e la mano di Pietro Maria Bagnadore, che amplia la chiesa con tre cappelle barocche. Dopo la soppressione dei Gesuati, il complesso passa ai Francescani Riformati, e più tardi ai Padri Saveriani, che ancora oggi lo custodiscono.
Tra guerre, trasformazioni e restauri ottocenteschi che avevano coperto tutto, è solo dal 1957 che la chiesa ha ricominciato a mostrare il suo vero volto. Gli affreschi sono tornati alla luce. E con loro, un pezzo vivo di storia bresciana.
San Cristo non è solo una chiesa. È un racconto dipinto. E non ha mai smesso di parlare.





LA STRUTTURA: INTATTA E IMPREZIOSITA DA AFFRESCHI
La chiesa del Santissimo Corpo di Cristo è un unicum a Brescia: la sua struttura è rimasta quasi intatta, come se il tempo si fosse fermato.
Facciata in mattoni e marmo di Botticino, archetti in maiolica e un portale rinascimentale che parla lombardo, probabilmente dei Rodari di Lugano. A impreziosirlo, affreschi attribuiti a Paolo Caylina il Vecchio e al giovane Moretto.
Dentro, la navata unica è coperta da una volta a crociera con costoloni gotici e un raro endonartece, quasi introvabile altrove in città. Sul lato destro si aprono le tre cappelle di Pietro Maria Bagnadore: al centro, quella della Natività, è un piccolo capolavoro con cupola, altare in legno e madreperla, affreschi e tele manieriste. Le altre due sono dedicate alla Passione e ai santi francescani, con decori che mescolano Seicento e interventi ottocenteschi.
