Solo in scena, con un pallone a rappresentare il mondo, un dittatore racconta la propria giornata fatta di propaganda, consenso e potere assoluto. Tra comizio e condanna, la sua voce invade tutto. Accanto a lui emerge Bernardino, un uomo qualunque che si pone domande e incrina la narrazione dominante. Ne nasce un monologo tragicomico, ispirato al “Grande Dittatore” di Chaplin, che attraversa passato e presente per riflettere su populismo, media, pensiero unico e democrazia. Un teatro diretto, ironico e necessario, interpretato da Filippo Carrozzo.